La lunga storia d’amore tra moda e film

Audrey Hepburn (foto di katarina w)

Quando si tratta di cinema, i nostri gusti sono spesso condizionati dal genere che più ci appassiona (horror, comedy, fantasy, ma anche romantico o di azione), dai bellissimi paesaggi o dagli effetti speciali e soprattutto dal cast di attori e attrici, più o meno divi, a cui spesso vorremmo assomigliare, imitando soprattutto il loro stile glamour.

Tra le icone del cinema e della moda, Audrey Hepburn è riuscita a conferire un’allure di alta classe, degna di una sfilata parigina, a film come Sabrina (1954) o Colazione da Tiffany (1961) grazie alla sua eleganza e al suo portamento naturale. Chi la ricorda con quel magnifico vestito nero indossato di fronte alle vetrine della gioielleria Tiffany? L’abito è firmato da Hubert de Givenchy, lo stilista che ha stretto un forte e lungo legame con l’attrice, sia sul set sia nella vita privata (sono suoi i famosi tubini che hanno reso celebre l’artista).

Come Givenchy, altri grandi nomi della moda hanno trovato la propria musa ispiratrice sul grande schermo. Yves Saint Laurent ha vestito l’attrice Catherine Deneuve nel classico francese “Belle de Jour” (1967), un film interessante non solo per i costumi di scena, ma anche per la doppia interpretazione della Deneuve: da un lato una prostituta di alto borgo, dall’altro una signora bene dell’alta società parigina. Due aspetti della femminilità che hanno caratterizzato l’immagine della donna nei secoli passati.

Persino Hollywood, la più grande industria cinematografica americana, si affida spesso a stilisti europei, conosciuti in tutto il mondo per il lusso e l’eleganza, ma anche lo statunitense Ralph Lauren è riuscito a ritagliarsi uno spazio nella concorrenza confezionando i costumi della versione cinematografica de “Il Grande Gatsby” (1974). Lo stilista, infatti, ha saputo cogliere lo spirito della società degli anni ’20 descritta da F. Scott Fitzgerald nell’omonimo romanzo ottenendo un grande successo.

Tanti stilisti hanno prestato la loro bravura per mettere in risalto i divi dello star system hollywoodiano e molte volte il loro compito è stato reso facile grazie ad innate icone della moda. Una di esse ha addirittura stravolto il concetto di femminilità negli anni ‘70: parliamo di Diane Keaton, donna carismatica che ha saputo creare una tendenza reinterpretando in chiave femminile lo stile androgino. Nel film “Io e Annie” (1970) il regista Woody Allen le ha permesso di scegliere da sola i vestiti e Diane ha attinto direttamente dal suo guardaroba personale. Così il suo gilet nero, la camicia bianca, la cravatta a pois di Ralph Lauren e i pantaloni con la piega a oxford l’hanno trasformata in un modello di eleganza, tanto da essere eletta “La nuova Hepburn” dalla rivista Rolling Stone, che le ha anche dedicato la copertina nel numero di giugno 1977.

Lo stile inconfondibile di Diane Keaton in “Io e Annie” (1970) (foto di imdb.com)

Tutti noi vorremmo avere quel pizzico glamour che hanno le star… comprare un bel paio di scarpe firmate può fare la differenza quando abbiamo bisogno di sentirci sicuri di noi stessi… ma se i nostri acquisti si trasformano in atti compulsivi, allora rischiamo di diventare “shopaholic” come Isla Fisher in I Love Shopping (2008): un film dai tratti isterici che racconta la dura vita della “fashion victim”  Rebecca “Becky” Bloomwood. Con una dipendenza compulsiva da shopping, Becky è disposta a tutto pur di accaparrarsi un paio di stivali di Gucci, anche se le sue carte di credito non le permettono di pagarli… e così inventa nuove scuse attraverso l’aiuto della sua amica Suze (Krysten Alyce Ritter).

Anche la televisione ha decretato le proprie icone della moda: Jennifer Aniston, l’indimenticabile Rachel di “Friends”, ha fatto la storia con il suo taglio di capelli che è stato copiato dall’intera popolazione femminile durante gli anni ’90; Sarah Jessica Parker, meglio conosciuta come Carrie nella serie tv” Sex & The City”, ha dettato i canoni della moda di tutte le appassionate del fashion, confermandosi a tutt’oggi un modello di riferimento.

Abbiamo scelto solo alcuni film per raccontare il legame che unisce il cinema e il mondo del fashion, così come le attrici che hanno rappresentato un punto di riferimento con la loro eleganza. La lista è davvero lunga e se sei curioso di conoscere altre pellicole di “haute couture”, puoi guardare la photogallery di Elle.it con una selezione di “fashion movies” raccontati attraverso le fotografie. Oppure puoi provare a fare la tua lista personale e… raccontarci quali sono i tuoi “glamour film” preferiti!

 

Hai appena letto una rielaborazione dell’articolo originale “Fashion & films: A love story!”, presente nel blog internazionale di NH Hoteles.

 

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