Il nhow Milano si conferma galleria d’arte con la mostra “Going Places”

Con Tomaso Bonazzi | 9:00

Fino al 30 marzo l’hotel di design ospita un percorso creativo tra arte e design per raccontare le aspettative, i desideri e i timori che il viaggio racchiude.

Osservazione, sorpresa, riflessione. Sensazioni che una mostra può far nascere attraverso un’esposizione-percorso che guida il visitatore in un viaggio nel viaggio tra i quattro piani del nhow Milano. È “Going Places” il titolo della mostra, curata dall’Art Director Elisabetta Scantamburlo, che propone opere di arte e design, installazioni, pittura e scultura che interagiscono con le soluzioni architettoniche e di arredo dell’hotel di design.

Il viaggio parte dagli occhi del viaggiatore prima ancora che dal suo primo passo, è carico di attese di avventure e scoperte, che nascondono anche il desiderio più o meno inconsapevole di scoprire qualcosa in più di sé, di vivere un’esperienza che faccia emergere aspetti di noi prima sconosciuti. Ed è proprio attraverso gli occhi e le mani degli artisti che possiamo rivivere viaggi vicini e lontani che condividono uno sguardo simile, curioso, indagatore, che si perde fino ai confini dell’immaginazione, ma che si sofferma anche sotto il proprio naso, dove scopre universi inaspettati.

11 artisti e 8 designer abitano gli spazi del famoso e iconico hotel fino al 30 marzo trasformandolo, oltre che in una galleria d’arte, in una meta da ri-scoprire. Gli artisti coinvolti nella mostra sono Tommaso Bianchi, Alessandra Bruno, Mia da Schio Suppiej, Duilio Forte, Mariano Franzetti, Francesco Granducato, Marco Lanzoni, Markus Mueller, Johnny Pixel, Federico Sanna e Alessandro Vianello. Tra i designer, invece, partecipano Colè, Marita & Frida Francescon, Marco Iannicelli, Magis, MOGG, Marcantonio Raimondi Malerba e Seletti.

Per tutta la durata della mostra, infine, viene presentato nella lobby dell’hotel l’“Art Pod Museum”, un mini museo di arte contemporanea ideato da Interstizio. Nel mini museo sono presentate opere all’interno di “Art Pods”. Questi gioielli – anelli, bracciali, collane e gemelli – celano le loro micro-installazioni: distillano l’estetica di artisti presenti in mostra trasformando il corpo di chi li indossa in uno spazio espositivo mobile.

 

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