Clet Abraham: l’arte dei segnali stradali

Oggi vi vogliamo parlare di una nuova forma d’arte e comunicazione virale che ha invaso, in modo discreto e silenzioso, le nostre città.
Probabilmente, camminando per le strade di una città, vi sarà capitato di alzare lo sguardo, guardare un cartello stradale e notare qualcosa di strano.

Uno sticker a forma di omino nero, stilizzato, che ne esalta il significato.
La freccia di direzione obbligatoria che diventa un angioletto, il divieto di transito una prigione con il detenuto in catene o il senso vietato che viene portato via da un omino, sono frutto della fantasia di Clet Abraham.

L’artista è nato in Bretagna 45 anni fa e da 20 vive in Italia. A Firenze, la sua città adottiva, nasce la galleria d’arte, dove espone i suoi quadri, insieme ai cartelli stradali, regolarmente comprati, stickerati e firmati.
L’avventura comincia a Firenze un paio d’anni fa. Il primo sticker realizzato fu un Cristo crocifisso su un cartello di strada senza uscita. La sua attività è davvero impressionante. In un anno ha attaccato 5.000 cartelli tra Londra, Parigi, Milano, Torino, Firenze… può arrivare ad attaccare 50 /70 sticker removibili in una notte.
Nonostante la sua attività non metta in pericolo nessuno e non danneggi i cartelli stradali, l’attività di Clet non è completamente legale. Per questo motivo, il tour delle città comincia di sera, in bicicletta: mezzo di trasporto che gli permette di passare inosservato e che usa come scaletta per arrampicarsi e raggiungere i cartelli.

Come tutta l’arte contemporanea, anche l’opera di Clet Abraham possiede un significato. L’idea nasce quando si trasferisce dalla campagna toscana, in città. Il netto contrasto tra i due ambienti è uno shock e il cartello diventa il simbolo per manifestare il senso di soffocamento e le imposizioni che significano vivere uno spazio urbano. Provocatoriamente, Clet definisce i segnali stradali come «unica forma d’arte contemporanea che sia riuscita a imporsi con prepotenza nello spazio pubblico».
Il suo lavoro non è benvisto dalle autorità cittadine e spesso le sue opere vengono tolte. La rimozione da parte delle forze dell’ordine, però, non è l’unica contro cui deve combattere l’artista. Come successe ad altri famosi street artist, come Keith Haring, le sue opere vengono trafugate dai fan e dagli appassionati d’arte.
Questa forma di comunicazione, che si armonizza con gli spazi urbani e li trasforma, rendendoli interattivi nei confronti dello spettatore, ci piace molto.

E voi, cosa ne pensate?

Photocredits:

Foto 1: Clet AbrahamLes voyages de JuliemyflightAKITIQUE.

Foto 2: tanyaburnett1016Clet Abraham; YOUGUIEYOUGUIE.

 

 

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