Nuove soluzioni di design sostenibile a portata di… ramo

Con Tomaso Bonazzi | 14:45

Sustainable design apartments (Foto di lushome.com)

Quando oggi si parla di design non si può non far riferimento al design sostenibile. C’è chi lo chiama anche “eco”, chi preferisce l’aggettivo “green”, ma il significato non cambia. L’obiettivo della sua azione è la riduzione degli effetti negativi della produzione industriale sull’ambiente, attraverso una progettazione attenta alle tematiche verdi. Le parole chiave del design sostenibile sono molteplici e hanno tutte a che fare con la necessità di ottenere un minore impatto sull’ambiente: materiali sostenibili, risparmio energetico, qualità e durabilità, riciclo.

Il design sostenibile è il risultato di un processo integrato con l’architettura e l’urbanistica. Dalla realizzazione di piccoli oggetti di utilizzo quotidiano alla progettazione di aree urbane, questo tipo di disciplina trova applicazione in numerosi settori: architettura, architettura del paesaggio, design urbano, progettazione urbanistica, ingegneria, graphic design, industrial design, interior design e fashion design.

Dalla teoria alla pratica, all’interno del programma europeo Life Plus, si sta attuando un progetto che interessa Umbria, Trentino e Calabria, coordinato da Franco Cotana del Ciriaf, il Centro Interuniversitario di Ricerca sull’Inquinamento da Agenti Fisici dell’Università degli Studi di Perugia. Alla base dell’iniziativa l’idea che, se il clima sta cambiando, è fondamentale pensare a un nuovo green design che sia capace di modificare e di vivere le città grazie allo studio del “comportamento” delle specie vegetali.

Interni verdi (Foto di atcasa.corriere.it)

Il progetto italiano, articolato su base quadriennale, ha l’obiettivo di integrare nell’edilizia abitativa piante e installazioni vegetali in grado di catturare l’anidride carbonica, produrre ombra e migliorare le prestazioni termoenergetiche delle abitazioni, nonché di cambiare il modo di progettare e vivere le città. Un’iniziale fase di studio di un anno e mezzo servirà a identificare le specie arboree da utilizzare in contesti differenti come quelli di Umbria, Trentino e Calabria, che rappresentano la diversità climatica nazionale.

Seguirà una seconda fase di sperimentazione con l’installazione, su edifici di proprietà pubblica, di “giardini fenologici” che consentiranno di studiare i sistemi arborei al variare dell’esposizione. Grazie, infatti, a una sorta di telaio equipaggiato con sensori termo-energetici ambientali e meteorologici e orientato secondo le direzioni cardinali, i “giardini” saranno monitorati per la rilevazione e la comparazione dei risultati raggiunti.

Green ideas (Foto di libkcad.ferris.edu)

Un nuovo passo verso una “cultura green”, in cui la natura si armonizza con l’ambiente urbano, fornendo, allo stesso tempo, un importante contributo alla soluzione dei problemi connessi ai cambiamenti climatici.

 

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