A tu per tu con il designer Karim Rashid

Con Tomaso Bonazzi | 9:00

Karim Rashid

Karim Rashid è un artista prolifico ─ oltre 3.000 opere originali sono accreditate a questo designer industriale ─ premiato ogni anno in tutto il mondo per le sue audaci creazioni. Brand come Samsung, Citibank, Hugo Boss o Audi si sono affidati a Karim per il design dei loro brand e di tutte le tipologie di strutture evolute e prodotti hi-tech, alcuni dei quali fanno parte della collezione permanente del MOMA di New York e del Centre Pompidou di Parigi. Recentemente Rashid si è occupato del restyling del bar di nhow Milano e ha progettato tutti gli arredi di nhow Berlin.

Sei famoso per la tua predilezione per i colori forti,  sia per i tuoi abiti sia per le tue creazioni.

Il colore mi ispira moltissimo e non mi piace l’idea che quasi tutti lo temano.

 

Usi sempre la stessa fonte di ispirazione?

C’è sempre una tempesta di idee e influenze che entrano in gioco. Traggo ispirazione anche dalle centinaia di Paesi che ho visitato: la cultura, le persone e la vita. Sono appassionato, focalizzato e continuamente ispirato dal mondo che si fa sempre più piccolo, dalla tecnologia e dallo spirito umano.

Il mio lavoro è il risultato della mia visione, della stretta collaborazione con i clienti e un grande team di designer che mi aiutano a manifestare i miei concept.

 

Quale design ricorderai sempre?

Tutti. Il buono, il brutto e il cattivo.

 

Ti occupi della progettazione di ogni cosa, dalla gioielleria alle poltrone ergonomiche agli spazi pubblici.

Il design di prodotto mi rende estremamente felice perché ogni oggetto ha il potenziale di connettersi con il cliente dandogli sensazioni piacevoli su base quotidiana.

Con il design per l’hospitality o per gli spazi pubblici, mi rendo conto che tantissime persone hanno accesso al mio design e che non stanno solo guardando, ma sono fisicamente immersi nei miei concept.

Ho iniziato a progettare edifici, una nuova frontiera per me incredibilmente entusiasmante.

 

Qual è il futuro del design?

Preferisco il design che va al di là delle mode e va alla ricerca di nuovi linguaggi che facciano eco al mondo digitale tecnorganico. Il mondo sta diventano più piccolo e le stesse forme, concept e idee sono sempre più derivative.

Il mondo del design può essere qualcosa di miope e gretto che segue le mode. Nel mio lavoro provo a prendere spunto dalla vita di tutti i giorni, dalla meravigliosa unificazione del nostro mondo senza confini e dalla mia visione che è una sorta di pluralismo focalizzato sui bisogni e sui desideri umani contemporanei.

 

“Io sono io e la mia circostanza” è una famosa citazione di Ortega y Gasset, un visionario filosofo spagnolo del XX secolo. Concordi? Credi che il modo in cui disegniamo le nostre città, le nostre case e gli oggetti abbia a che fare con la nostra felicità?

Assolutamente sì! Gli esseri umani toccano una media di 600 oggetti al giorno. Questi oggetti hanno un’enorme potenzialità di influire positivamente sull’esperienza dell’uomo.

Sono convinto che il design disegni il nostro futuro e credo che sia fondamentale per le nostre vite quotidiane perché può cambiare positivamente i comportamenti.

La hall di nhow Berlino

 

L’hotel è un ambiente multisensoriale. Karim, quali sensazioni vorresti dare agli ospiti di nhow Berlin?

Situato sul fiume Sprea, antico confine tra Berlino Est e Berlino Ovest, nhow unisce l’era digitale dell’informazione, la cultura musicale e il bisogno spirituale dei visitatori. È stato entusiasmante lavorare su un progetto di questa portata in questa città. Berlino incarna lo spirito dell’underground, la musica elettronica, l’ambiente intellettuale, lo spasmodico desiderio della ricerca artistica…

E nhow Milano? Raccontaci la tua esperienza

Dopo aver trascorso tante notti presso nhow Milano, ho pensato che sarebbe stato interessante intervenire con delle modifiche al bar, luogo in cui ho avuto innumerevoli incontri, cappuccini, interviste e bicchieri di vino. Ho voluto creare un senso di energia positiva arredando il bar con il mio nuovo stile di design con influenze dalla Spagna, dal Portogallo e dall’Italia. Ho aggiunto nuovi oggetti che portano un senso di connettività, stimolando all’incontro, alla firma di accordi e trattative o semplicemente per farsi coinvolgere, flirtare con colori, forme e materiali che parlano dell’era digitale, per fare del bar un microcosmo, un’intersezione umana globale.

 

Quale tema hai scelto per il nuovo bar?

Il tema costante in nhow Milano è il color arancione anche nel marchio. Ho scelto così di metterlo in evidenza anche in tutto il bar, mantenendo una palette di colori minimali: bianco, arancione, cromo e oro con un accento di color lime. Ho incluso le lampade Axo Light ‘Nafir’ in bianco e oro, gli sgabelli arancioni ‘Kant’ di Casamania e le sedute ‘KAT’ di Redi color lime. I tavoli ‘TAK’ di Redi sono stati invece personalizzati con una grafica unica stampata con la tecnologia digitale di HP. Per mantenere un continuum delle forme e del colore nello spazio, HP ha poi creato delle pellicole personalizzate che ho disegnato per essere applicate agli specchi del bar.

 

 

Hai appena letto una libera rielaborazione dell’articolo originale http://blog.nh-hotels.com/nh-friends/meeting-rashid-karim-nhow-berlin-designer/

 

 

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